Ciao a tutti!
Volevo segnalare un evento che si terrà a Rovello Porro (provincia di Como), nelle vicinanze di Saronno, in data 15 novembre 2009, organizzato dalle associazioni Terzo Conclave(di Saronno) e Signori della Spada (di Rovello Porro).
Il formato del torneo è BOOSTER DRAFT, fatto con le carte della nuova espansione di Magic, Zendikar.
L'evento sarà sanzionato DCI.
Avrà luogo presso la sede dell'associazione dei Signori della Spada, presso il Centro Civico di Rovello, in Piazza Alessandro Porro, Rovello Porro - CO, inizierà attorno alle 10.30 di domenica 15 novembre 2009 (chi non avesse la tessera DCI è pregato di presentarsi un pò prima, in modo da avere il tempo di farla) e il costo dell'iscrizione è di 13€ (comprensivi delle 3 bustine fornite per il draft).
Le iscrizioni sono già aperte!
I premi saranno così distribuiti:
1°: 7 bustine di carte
2°: 5 bustine di carte
3°: 3 bustine di carte
4°: 1 bustina di carte
(premi garantiti per 16 iscritti; in caso di minore presenza, il numero di bustine in palio subirà modifiche)
Le bustine saranno della nuova espansione di Magic: The Gathering, "Zendikar".
Durante l'evento si terranno anche sessioni dimostrative di giochi in scatola, giochi di ruolo, un torneo di Warhammer 40000 e un torneo di Magic.
Per informazioni scrivete a info@magic.terzoconclave.it
oppure a info@paperdream.it
Per informazioni sull'associazione, potete visitare il sito e riferirvi ai contatti sopra citati.
Grazie a tutti dell'attenzione!
Ciao ciao
martedì 10 novembre 2009
15/11/09 – Rovello in Gioco - Rovello Porro (CO)
Ciao a tutti!
Volevo segnalare un evento che si terrà a Rovello Porro (provincia di Como), nelle vicinanze di Saronno, in data 15 novembre 2009, organizzato dalle associazioni Terzo Conclave (di Saronno) e Signori della Spada (di Rovello Porro).
Presso il CIRCOLO CIVICO di Rovello Porro (CO) dalle ore 9.30 alle 19 in Piazza Alessandro Porro si terrà:
ROVELLO IN GIOCO
Un evento all’insegna del gioco intelligente con dimostrazioni e partite aperte a tutti:
grandi e piccoli
Durante la manifestazione sarano organizzati:
Torneo di Galaxy Battles – Warhammer 40.000K (apertura iscrizioni ore 9.30)
Torneo di Magic Draft Zendikar (apertura iscrizioni ore 10.00)
Corso di pittura di miniature e diorami
Partite libere di Bang! Il gioco di carte del Far West
Partite libere di gioco di ruolo e di giochi da tavolo
Rovello in Gioco è
una giornata per stare insieme
un’occasione per divertirsi
perchè non si è mai troppo grandi per giocare
Grazie a tutti dell'attenzione!
Ciao ciao
Volevo segnalare un evento che si terrà a Rovello Porro (provincia di Como), nelle vicinanze di Saronno, in data 15 novembre 2009, organizzato dalle associazioni Terzo Conclave (di Saronno) e Signori della Spada (di Rovello Porro).
Presso il CIRCOLO CIVICO di Rovello Porro (CO) dalle ore 9.30 alle 19 in Piazza Alessandro Porro si terrà:
ROVELLO IN GIOCO
Un evento all’insegna del gioco intelligente con dimostrazioni e partite aperte a tutti:
grandi e piccoli
Durante la manifestazione sarano organizzati:
Torneo di Galaxy Battles – Warhammer 40.000K (apertura iscrizioni ore 9.30)
Torneo di Magic Draft Zendikar (apertura iscrizioni ore 10.00)
Corso di pittura di miniature e diorami
Partite libere di Bang! Il gioco di carte del Far West
Partite libere di gioco di ruolo e di giochi da tavolo
Rovello in Gioco è
una giornata per stare insieme
un’occasione per divertirsi
perchè non si è mai troppo grandi per giocare
Grazie a tutti dell'attenzione!
Ciao ciao
giovedì 5 novembre 2009
Come nasce il nick "Yoskee"
Allora, ai tempi delle superiori, quando facevo il Geometra e avevo 17 anni, internet non esisteva ancora, esisteva il videotel (chi si ricorda le prime puntate della Gialappa's Band in Tv, con il suo Mai dire TV, dovrebbe averlo presente, i ragazzi da casa mandavano i messaggi, tramite quello) che simulava la chat e anche una posta elettronica molto primitiva. Esisteva anche un certo modo di parlare, uno slang che usavano quei/quegli "internettiani ante litteram".
A Lomazzo, c'era un liceo artistico, a Lomazzo c'era una ragazza con cui stavo, a Lomazzo c'era il videotel.Questa ragazza un giorno mi dice, sapendo la mia passione per il mare...sai che
Oceano in slang del videotel si dice yoske? Da allora sono Yoske...La doppia "e" finale, invece è più una stupidata, o così è nata...quando inizia a esserci internet e si usano le e-mail, le password chiedono (e lo fanno ancora ora) almeno 6 caratteri, Yoske ne ha 5, che faccio? Semplice, ci aggiungo una "e" in più alla fine. Ahah ecco il mio nick! Niente di epico, ma ormai ci tengo così tanto!Poi con internet scopro che Yoske è un nome proprio di persona in Giappone (c'è un famoso violinista che si chiama così), in Olanda e in Israele...purtroppo non ho mai saputo se e cosa vuo dire nelle loro lingue. Ho usato diversi siti che fanno riferimenti e studi sui nomi, ma nessuno ha mai risposto alle mie domande.
Il kanji che vedete sia nella pagina, che inserito nello stemma del mio team, è UMI, cioè mare.Nel meraviglioso fumetto manga di Oda, One Piece, è tatuato sulla guancia di uno dei personaggi di contorno della serie, il cacciatore di taglie Johnny.

venerdì 6 febbraio 2009
OT: MA ELUANA è TERRA DI CONQUISTA?
Decisamente fuori topic questo mio commento, ma devo dire che ne ho abbastaza di tutto quello che succede.
Ora Eluana è diventata solo un pretesto per imporre in un paese, che si dichiara laico, un'imposizione di questo stampo neo-cattolico-conservatore che sa di invasione.
Ora, il Governo di cosa ha paura?
Di fare uno sgarbo al Vaticano, di cui ormai si fa portavoce assoluto di principi.
Ma qualcuno frega un attimo, di ciò che sta apssando un genitore che haun figlio in uella situzione?
Ok, non proseguiamo il protocollo del distacco dell'alimnetazione. Allora rimane così, in coma. Per quanto tempo? Se sfortunatamente, il babbo di Eluana venisse a mancare, chi se ne prendere la responsabilità di mantenere Eluana? Il vaticano vuole intromettersi? Bene, ma si accorge che alla sua base c'è un movimento di preti che si sta muovendo in senso contrario? O è solo preoccupato di perdere quel potere che lo tiene in vita?
Io speo di non trovarmi mai in una situazione come quella che vive il Signor Englaro, ma lui purtroppo c'è dentro e noi vogliamo credere di essere capaci di fare sempre la scelta giusta? Smettiamola.
Era De benedetti che si è suicidato durante le varie accuse di Mani Pulite? Da Roma, si è per caso alzato un coro di scomunica, dicendo che mai questo tizio sarebbe andato in Paradiso?
Qui abbiamo un signore, che per di più, si è fatto un'intera trafila di tribunali, che gli hanno sempre dato ragione, e mi sembra che la magistartura in Italia sia uno dei tre poteri del paese (certo, molti se ne dimenticano troppo spesso), quando poteva tranquillamante, passare di lì e tac, staccare la spina (tanto, in Italia, pensate che l'avrebbero messo in galera?).B
ah, forse le mie sono solo farneticazioni determinate da un intervento del nostro Capo del Consiglio, che si è visto rimandato al mittente, il suo decreto legge da parte del Presidente dello Stato, che ora vuole fare una legge ad hoc (l'ennesima?).
Io non sono un cattolico praticamte, forse sono un laicocattolico, che non apprezza i dogmi, che fa il tifo per un parroco che si fa un mazzo in una cittadina di frontiera contro la camorra e per cui si piglia due pallottole in fronte, che non sopporta gli alti Prelati parlare di risolvere la povertà quando gli ambienti in cui vivono e gli abiti che li vestono, sono ostati tanti soldi quanto un intero ospedale in Congo...
Bah, non so che pensare, sono contrario a questo accanimento verso una persona che ormai è solo una collina da conquistare.
vedi anche http://earswithfeetilteam.blogspot.com/2009/02/ot-un-intervento-trovato-sulla-rete.html
Ora Eluana è diventata solo un pretesto per imporre in un paese, che si dichiara laico, un'imposizione di questo stampo neo-cattolico-conservatore che sa di invasione.
Ora, il Governo di cosa ha paura?
Di fare uno sgarbo al Vaticano, di cui ormai si fa portavoce assoluto di principi.
Ma qualcuno frega un attimo, di ciò che sta apssando un genitore che haun figlio in uella situzione?
Ok, non proseguiamo il protocollo del distacco dell'alimnetazione. Allora rimane così, in coma. Per quanto tempo? Se sfortunatamente, il babbo di Eluana venisse a mancare, chi se ne prendere la responsabilità di mantenere Eluana? Il vaticano vuole intromettersi? Bene, ma si accorge che alla sua base c'è un movimento di preti che si sta muovendo in senso contrario? O è solo preoccupato di perdere quel potere che lo tiene in vita?
Io speo di non trovarmi mai in una situazione come quella che vive il Signor Englaro, ma lui purtroppo c'è dentro e noi vogliamo credere di essere capaci di fare sempre la scelta giusta? Smettiamola.
Era De benedetti che si è suicidato durante le varie accuse di Mani Pulite? Da Roma, si è per caso alzato un coro di scomunica, dicendo che mai questo tizio sarebbe andato in Paradiso?
Qui abbiamo un signore, che per di più, si è fatto un'intera trafila di tribunali, che gli hanno sempre dato ragione, e mi sembra che la magistartura in Italia sia uno dei tre poteri del paese (certo, molti se ne dimenticano troppo spesso), quando poteva tranquillamante, passare di lì e tac, staccare la spina (tanto, in Italia, pensate che l'avrebbero messo in galera?).B
ah, forse le mie sono solo farneticazioni determinate da un intervento del nostro Capo del Consiglio, che si è visto rimandato al mittente, il suo decreto legge da parte del Presidente dello Stato, che ora vuole fare una legge ad hoc (l'ennesima?).
Io non sono un cattolico praticamte, forse sono un laicocattolico, che non apprezza i dogmi, che fa il tifo per un parroco che si fa un mazzo in una cittadina di frontiera contro la camorra e per cui si piglia due pallottole in fronte, che non sopporta gli alti Prelati parlare di risolvere la povertà quando gli ambienti in cui vivono e gli abiti che li vestono, sono ostati tanti soldi quanto un intero ospedale in Congo...
Bah, non so che pensare, sono contrario a questo accanimento verso una persona che ormai è solo una collina da conquistare.
vedi anche http://earswithfeetilteam.blogspot.com/2009/02/ot-un-intervento-trovato-sulla-rete.html
mercoledì 17 dicembre 2008
Nel Segno di Miyazaki - "On Your Mark"
Nel Segno di Miyazaki"On Your Mark"
On Your Mark è una bellissima produzione dello Studio Ghibli e della Nibariki (casa editrice dei coniugi Miyazaki) nata nel 1995, mentre si lavorava per “Mimi o Sumaseba”, per essere la parte visuale di un video musicale di un celebre (nella loro terra) gruppo pop giapponese "Chage & Aska".
Il titolo della canzone per cui è stato realizzato il video, è ambiguo, difficilmente traducibile in italiano con efficacia e sicurezza, ma a me piace semplicemente e semplicisticamente interpretarlo solo come l'ennesimo "segno" ("mark" per l'appunto) lasciatoci come dono dal Maestro dell'animazione mondiale, Hayao Miyazaki.
Sei minuti e mezzo indimenticabili. Un susseguirsi d’azione, emozioni e sentimento da mozzare il fiato, talmente fitto e incalzante d’eventi che molte altre produzioni animate non riuscirebbero (e non ci riescono...) ad esprimere e condensare nemmeno se avessero intere ore a loro disposizione e nemmeno se impiegassero decenni per realizzarlo.
"Perché tanta enfasi, tanto frastuono e agitazione per un piccolo film animato di neanche sette minuti? È giustificato un così sentito e caloroso trasporto emotivo? È davvero un'opera tanto magnifica? E quali prove hai per dimostrarlo? Come farai a provarlo, concretamente, a tutti coloro che tenteranno di leggere quest’articolo?" Questo è uno dei tanti pensieri che si trovano in giro nei forum, a proposito di questo “video”.
Tutto è perfetto in maniera maniacale (o forse solo naturale?) in una storia che solo apparentemente e ad una prima, distratta visione potrebbe apparire "semplice".
Miyazaki, in questo ristretto lasso di tempo, crea tutto un intero mondo, perfettamente sfaccettato, assolutamente credibile, magicamente affascinante, una vicenda avvincente e dei personaggi semplicemente incantevoli nella loro tangibile seppure muta per-sonalità.
Un'attenzione e una cura per il dettaglio che avrete modo di apprezzare in questa sorta di "storyboard per fotogramma" che ho tentato di allestire.
Il lavoro certosino che vi sorprenderà, vi sbalordirà, non è fine a se stesso, non è un semplice sfoggio della propria ammirata e invidiata grandezza, ma una coerente e minuziosa ricerca della "plausibilità", dell'atmosfera intangibile, di quella scenografia che non è semplice sfondo pittorico ma riproduzione e ricostruzione della realtà (la realtà di quel mondo perché no, di questo mondo), di quell’ambiente che non si nota in modo evidente e consapevole, ma che si percepisce solo a livello subliminale, inconscio.
La narrazione è ovviamente priva di dialoghi, ma è chiara, esemplare; supportata dalla sola parte visiva, porta avanti una vicenda complessa.
Il design dei personaggi è quello classico dello Studio Ghibli (di Miyazaki-san più propriamente, che ne realizza anche il soggetto e la regia), pulito e morbido, "semplificato", eppure la varietà espressiva dei loro pensieri e delle loro emozioni è sempre chiara e inconfondibile, stupefacente e spiazzante. Un’espressività naturale e spontanea, d’immediata fruizione per lo spettatore, e che, appunto, non ha alcun bisogno dell'aiuto delle parole e dei dialoghi. Assolutamente eccezionale.
C’è tutto Miyazaki in queste immagini: dal tributo a Nausicaa, a cui l’angelo somiglia non solo fisicamente, ma anche emozionalmente, dalla forte tensione ambientalista, all’amore per il volo libero.
La storia.
Una musica leggera e soave ci accompagna: siamo a bordo di un veicolo e attraversiamo una
foresta lussureggiante e incontaminata che domina l'intero panorama, ma… il verde comincia a diminuire, scompaiono gli alberi e all'orizzonte si staglia una costruzione misteriosa e inquietante, a cui ci si avvicina e proprio ai suoi piedi notiamo un ameno paesino, deserto e abbandonato; a darci il benvenuto, un cartello: ci avvisa di un "pericolo radioattivo".
Spunta il muso di un mezzo corazzato; sulla griglia del motore si nota ancora il simbolo del "pericolo da contagio". Sullo sfondo, la sagoma scura dell'edificio. È un chiaro cambio di ritmo introdotto a suon di percussioni e titolo del video.
Stacco. Sorvoliamo una metropoli futuristica. Un mezzo volante della polizia (??) seguito da altre aereo-pattuglie si gettano in picchiata verso la città notturna, illuminata da mille piccole luci. È un intervento operativo, ma coda devono fare?
La picchiata prosegue e si capisce l’obiettivo: al centro svetta un edificio più appariscente degli altri, illuminato e bizzarro: la sommità è circondata da una serie d’ammiccanti occhi rosa, e sopra essi domina l'invadente ammonimento: "Dio ti guarda". All’interno del palazzo, degli "incappucciati", sdraiati in preghiera, fuggono, vedono arrivare lanciatissimi, gli aerei della polizia; i minuscoli occhi della setta, posti ovunque, "guardano" anche all'interno della sala.
I veicoli irrompono fracassando vetri e muratura in mille pezzi. I poliziotti indossano della maschere anti-gas e si gettano di corsa all'interno dell'edificio. Gli "incursori", coperti dal fuoco dei loro compagni, arrivano a sparare ad altezza d'uomo, raffiche spezzate ed i bossoli dei proiettili sono drammaticamente ben visibili tra una fiammata e l'altra. Un agente lancia una bomba a mano e la deflagrazione fa letteralmente volare in aria uno dei seguaci. La squadra di poliziotti sopraggiunge di corsa e fa fuoco spietatamente, in modo indiscriminato su tutti
Le scene sono cruenti: due agenti lanciano granate all'interno delle stanze senza nemmeno curarsi di vedere chi ci sia (magari donne o bambini). Fotogramma molto forte visivamente: un cadavere riverso, con gli occhi fissi e spalancati, viene sollevato per la casacca. I poliziotti ormai camminano lentamente tra un mare di corpi senza vita;
Due dei poliziotti trovano uno "strano" essere alato, privo di sensi, uno di loro solleva l'ala cautamente e scopre il dolce volto di una giovane fanciulla. La ragazza è contornata di rifiuti: bottiglie di plastica, lattine e scatolette.
Qui c'è un brusco stacco legato e giustificato al cambio parziale di ritmo e all'incipit del ritornello; si passa senza alcuna spiegazione dalla sequenza precedente ad una scena che è del tutto diversa per atmosfera, stile e umore. Appare infatti la stessa ragazza alata insieme a, presumibilmente, i due poliziotti che l'hanno ritrovata; s’intuisce che c'è un salto in avanti nel tempo. I tre sono a bordo di una decappottabile, un’Alfa Romeo Giulia. In sottofondo si sente bene il rumore del motore della macchina. La ragazza viene sollevata da Chage e stende le ali nel vento, lasciandosi trasportare dalla sua forza; è lui a trattenerla perché altrimenti volerebbe via e, poi, le indica il cielo invitandola a spiccare il volo; lei è stupita da quell'inatteso incitamento, è insicura e spaesata, e l'espressione del suo volto lo esprime in modo. Lui l'aiuta a librarsi dandole una leggera "spinta", animata con fluidità in modo magistrale.
Altro stacco e si ritorna nel Palazzo. Ci ritroviamo con Chage e Aska nella stessa stanza in cui è stata ritrovata la ragazza. Aska si toglie la maschera anti-gas, e sul volto di Chage, dietro di lui, si legge la sorpresa per l’incredibile ritrovamento. I due soccorrono la ragazza alata, mentre il resto della squadra sta sgomberando l'edificio. Aska sta dando da bere la fanciulla e Chage è felicissimo nel vederla dissetarsi.
La ragazza viene presa in consegna da una squadra speciale,chiusa in un sacco e trasportata via. Sia sulla custodia in cui viene racchiusa sia al di fuori, sul portello, appare lo stemma del "rischio" di contagio.
Chage e Aska la osservano volare via, con una certa aria avvilita. Poi, si allontanano lentamente mentre tutti gli aeromobili abbandonano l'edificio assaltato e li ritroviamo seduti al bancone di un ristorante, e i loro volti parlano da soli e demoralizzati. Ricordano la ragazza alata, cosciente e con gli occhi aperti mentre la soccorrevano.
Stacco. Aska è intento a scrivere qualcosa al computer.
Stacco. I due passeggiano per un corridoio sulle cui pareti è segnato ad intervalli regolari lo stemma del "rischio di contagio".
Stacco (ancora!). I loro abiti mutano radicalmente trasformandosi in delle tute da anti-contaminazione, particolarmente buffe, e si da inizio all’avventura. Uno dei due inserisce nella maschera di un altro uomo e questo inizia a gonfiarsi a dismisura, per poi cadere addormentato alla sua estrazione.
Ora i nostri eroi corrono via per il corridoio e giungono in un’ampia sala occupata dalle più disparate apparecchiature elettroniche; Chage inizia a manovrare con la sua macchinetta, mentre Aska si guarda le spalle e sorveglia l'entrata, e dentro un cilindro trasparente, si vede un’ala. Lei!
Scatta l'allarme, fuggono via portando con loro la ragazza angelo "impacchettata", la caricano poi su grosso mezzo di trasporto. Il mezzo corazzato, sgomma e via, dentro un tunnel illuminato e poi fuori all'aria aperta, al sole e alla luce. Uno sciame di velivoli della polizia all'inseguimento dei fuggitivi, ed una pattuglia riesce a “schiacciarli” contro la sopraelevata che si frantuma sotto le loro ruote, ma nonostante tutto il blindato va avanti trascinandosi letteralmente dietro la polizia che esplode.
I Nostri precipitano nel vuoto e iniziano ad uscire dall'abitacolo; sullo sfondo, la sempre magnifica città
Chage, festoso nonostante la situazione tragica, fa segno con le braccia alla ragazza di prendere il volo e Aska la solleva sopra di lui.
Lei però, spaventata, non si vuole separare da loro e non molla la presa sulle sue braccia; o perché sa che così facendo loro moriranno, o addirittura perché inconsapevole della sua capacità di volare. Cadono, cadono, e diventano sempre più piccoli fino a scomparire del tutto. Cosa sarà accaduto?
Nuovo stacco, temporale, spaziale e dimensionale. Ripercorriamo tutta la vicenda fino al momento dell'incidente con il velivolo della polizia. L'autoblindo sta per precipitare, ma in questa nuova versione è dotato d’alcuni propulsori che gli permettono di restare nell'aria, finendo per sbattere addosso ad un edificio abitato. Chage esce dalla porta dell'appartamento preceduto da uno e seguito da Aska.
Stacco (non sto più a commentare). I tre si trovano a bordo della Giulia e percorrono un altro tunnel poco illuminato, e il buon Chage alza il braccio destro in segno di "vittoria". L'inquadratura si sposta all'esterno, su una lontana panoramica ed Il terreno, a mano a mano che si allontanano dalla zona civilizzata da arido e malato che era, si fa sempre più verde e lussureggiante.
Siamo al momento in cui la ragazza tenta di volare. Lei ha il volto preoccupato, mentre i due amici ridono sommessamente sotto i baffi e, dopo un breve tentennamento dettato dall'insicurezza, inizia a planare, sorretta sempre per mano da Chage; dapprima preoccupata, poi incredula e incantata, perché neanche lei sembra capacitarsi delle sue possibilità. Poi ci crede, abbassa il suo sguardo felice, sereno e dolce, verso i due compagni d'avventura. Forse in quel momento, capisce di essere un Angelo o qualcosa del genere: a sofferenza, solitudine, frustrazione, si aggiungono e poi si sostituiscono libertà, gioia e amore.
Aska, finalmente sorridente, la saluta e le strizza l'occhio, mentre Chage le bacia la mano teneramente e la lascia volare via. I due la ammirano soddisfatti, mentre vola via, nel suo ambiente naturale: lei è altissima e Chage si sbraccia ancora nel tentativo di salutarla.
L'angelo, con le ali che brillano sotto la luce del sole, si allontana all'orizzonte sopra un tappeto di nuvole gonfie, candide e spumose
I nostri, accostano l'auto al bordo della stradina e si godono le ultime immagini del loro angelo che se ne va.
CAPOLAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
foresta lussureggiante e incontaminata che domina l'intero panorama, ma… il verde comincia a diminuire, scompaiono gli alberi e all'orizzonte si staglia una costruzione misteriosa e inquietante, a cui ci si avvicina e proprio ai suoi piedi notiamo un ameno paesino, deserto e abbandonato; a darci il benvenuto, un cartello: ci avvisa di un "pericolo radioattivo".Spunta il muso di un mezzo corazzato; sulla griglia del motore si nota ancora il simbolo del "pericolo da contagio". Sullo sfondo, la sagoma scura dell'edificio. È un chiaro cambio di ritmo introdotto a suon di percussioni e titolo del video.
Stacco. Sorvoliamo una metropoli futuristica. Un mezzo volante della polizia (??) seguito da altre aereo-pattuglie si gettano in picchiata verso la città notturna, illuminata da mille piccole luci. È un intervento operativo, ma coda devono fare?
La picchiata prosegue e si capisce l’obiettivo: al centro svetta un edificio più appariscente degli altri, illuminato e bizzarro: la sommità è circondata da una serie d’ammiccanti occhi rosa, e sopra essi domina l'invadente ammonimento: "Dio ti guarda". All’interno del palazzo, degli "incappucciati", sdraiati in preghiera, fuggono, vedono arrivare lanciatissimi, gli aerei della polizia; i minuscoli occhi della setta, posti ovunque, "guardano" anche all'interno della sala.
I veicoli irrompono fracassando vetri e muratura in mille pezzi. I poliziotti indossano della maschere anti-gas e si gettano di corsa all'interno dell'edificio. Gli "incursori", coperti dal fuoco dei loro compagni, arrivano a sparare ad altezza d'uomo, raffiche spezzate ed i bossoli dei proiettili sono drammaticamente ben visibili tra una fiammata e l'altra. Un agente lancia una bomba a mano e la deflagrazione fa letteralmente volare in aria uno dei seguaci. La squadra di poliziotti sopraggiunge di corsa e fa fuoco spietatamente, in modo indiscriminato su tutti
Le scene sono cruenti: due agenti lanciano granate all'interno delle stanze senza nemmeno curarsi di vedere chi ci sia (magari donne o bambini). Fotogramma molto forte visivamente: un cadavere riverso, con gli occhi fissi e spalancati, viene sollevato per la casacca. I poliziotti ormai camminano lentamente tra un mare di corpi senza vita;
Due dei poliziotti trovano uno "strano" essere alato, privo di sensi, uno di loro solleva l'ala cautamente e scopre il dolce volto di una giovane fanciulla. La ragazza è contornata di rifiuti: bottiglie di plastica, lattine e scatolette.
Qui c'è un brusco stacco legato e giustificato al cambio parziale di ritmo e all'incipit del ritornello; si passa senza alcuna spiegazione dalla sequenza precedente ad una scena che è del tutto diversa per atmosfera, stile e umore. Appare infatti la stessa ragazza alata insieme a, presumibilmente, i due poliziotti che l'hanno ritrovata; s’intuisce che c'è un salto in avanti nel tempo. I tre sono a bordo di una decappottabile, un’Alfa Romeo Giulia. In sottofondo si sente bene il rumore del motore della macchina. La ragazza viene sollevata da Chage e stende le ali nel vento, lasciandosi trasportare dalla sua forza; è lui a trattenerla perché altrimenti volerebbe via e, poi, le indica il cielo invitandola a spiccare il volo; lei è stupita da quell'inatteso incitamento, è insicura e spaesata, e l'espressione del suo volto lo esprime in modo. Lui l'aiuta a librarsi dandole una leggera "spinta", animata con fluidità in modo magistrale.
Altro stacco e si ritorna nel Palazzo. Ci ritroviamo con Chage e Aska nella stessa stanza in cui è stata ritrovata la ragazza. Aska si toglie la maschera anti-gas, e sul volto di Chage, dietro di lui, si legge la sorpresa per l’incredibile ritrovamento. I due soccorrono la ragazza alata, mentre il resto della squadra sta sgomberando l'edificio. Aska sta dando da bere la fanciulla e Chage è felicissimo nel vederla dissetarsi.
La ragazza viene presa in consegna da una squadra speciale,chiusa in un sacco e trasportata via. Sia sulla custodia in cui viene racchiusa sia al di fuori, sul portello, appare lo stemma del "rischio" di contagio.
Chage e Aska la osservano volare via, con una certa aria avvilita. Poi, si allontanano lentamente mentre tutti gli aeromobili abbandonano l'edificio assaltato e li ritroviamo seduti al bancone di un ristorante, e i loro volti parlano da soli e demoralizzati. Ricordano la ragazza alata, cosciente e con gli occhi aperti mentre la soccorrevano.
Stacco. Aska è intento a scrivere qualcosa al computer.
Stacco. I due passeggiano per un corridoio sulle cui pareti è segnato ad intervalli regolari lo stemma del "rischio di contagio".
Stacco (ancora!). I loro abiti mutano radicalmente trasformandosi in delle tute da anti-contaminazione, particolarmente buffe, e si da inizio all’avventura. Uno dei due inserisce nella maschera di un altro uomo e questo inizia a gonfiarsi a dismisura, per poi cadere addormentato alla sua estrazione.
Ora i nostri eroi corrono via per il corridoio e giungono in un’ampia sala occupata dalle più disparate apparecchiature elettroniche; Chage inizia a manovrare con la sua macchinetta, mentre Aska si guarda le spalle e sorveglia l'entrata, e dentro un cilindro trasparente, si vede un’ala. Lei!
Scatta l'allarme, fuggono via portando con loro la ragazza angelo "impacchettata", la caricano poi su grosso mezzo di trasporto. Il mezzo corazzato, sgomma e via, dentro un tunnel illuminato e poi fuori all'aria aperta, al sole e alla luce. Uno sciame di velivoli della polizia all'inseguimento dei fuggitivi, ed una pattuglia riesce a “schiacciarli” contro la sopraelevata che si frantuma sotto le loro ruote, ma nonostante tutto il blindato va avanti trascinandosi letteralmente dietro la polizia che esplode.
I Nostri precipitano nel vuoto e iniziano ad uscire dall'abitacolo; sullo sfondo, la sempre magnifica città
Chage, festoso nonostante la situazione tragica, fa segno con le braccia alla ragazza di prendere il volo e Aska la solleva sopra di lui.
Lei però, spaventata, non si vuole separare da loro e non molla la presa sulle sue braccia; o perché sa che così facendo loro moriranno, o addirittura perché inconsapevole della sua capacità di volare. Cadono, cadono, e diventano sempre più piccoli fino a scomparire del tutto. Cosa sarà accaduto?
Nuovo stacco, temporale, spaziale e dimensionale. Ripercorriamo tutta la vicenda fino al momento dell'incidente con il velivolo della polizia. L'autoblindo sta per precipitare, ma in questa nuova versione è dotato d’alcuni propulsori che gli permettono di restare nell'aria, finendo per sbattere addosso ad un edificio abitato. Chage esce dalla porta dell'appartamento preceduto da uno e seguito da Aska.
Stacco (non sto più a commentare). I tre si trovano a bordo della Giulia e percorrono un altro tunnel poco illuminato, e il buon Chage alza il braccio destro in segno di "vittoria". L'inquadratura si sposta all'esterno, su una lontana panoramica ed Il terreno, a mano a mano che si allontanano dalla zona civilizzata da arido e malato che era, si fa sempre più verde e lussureggiante.
Siamo al momento in cui la ragazza tenta di volare. Lei ha il volto preoccupato, mentre i due amici ridono sommessamente sotto i baffi e, dopo un breve tentennamento dettato dall'insicurezza, inizia a planare, sorretta sempre per mano da Chage; dapprima preoccupata, poi incredula e incantata, perché neanche lei sembra capacitarsi delle sue possibilità. Poi ci crede, abbassa il suo sguardo felice, sereno e dolce, verso i due compagni d'avventura. Forse in quel momento, capisce di essere un Angelo o qualcosa del genere: a sofferenza, solitudine, frustrazione, si aggiungono e poi si sostituiscono libertà, gioia e amore.
Aska, finalmente sorridente, la saluta e le strizza l'occhio, mentre Chage le bacia la mano teneramente e la lascia volare via. I due la ammirano soddisfatti, mentre vola via, nel suo ambiente naturale: lei è altissima e Chage si sbraccia ancora nel tentativo di salutarla.
L'angelo, con le ali che brillano sotto la luce del sole, si allontana all'orizzonte sopra un tappeto di nuvole gonfie, candide e spumose
I nostri, accostano l'auto al bordo della stradina e si godono le ultime immagini del loro angelo che se ne va.
CAPOLAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Oltre al sentimento, Miyazaki è maestro di tecnica
L’attenzione al colore ed alla luce
Un primo esempio è il reale colore bianco-grigio dei velivoli che attaccano il Palazzo, fino ad allora rappresentati da un colore rosa, per il perfetto "effetto notte".
Altri esempi sono l’esplosione generata da una bomba a mano, qui resa con un cambio di colori (giallo-marrone) efficacissimo; la suggestiva illuminazione, molto intensa, che permea le stanze avvolgendole in una specie di "alone".
L’attenzione al dettaglio ed all’animazione ed al sonoro
Durante l’assalto al palazzo, si possono distinguere i buchi lasciati dai proiettili e scintille che colpiscono arredi e pareti, addirittura i rifiuti gettati per terra (le lattine di Coca Cola ben riconoscibili).
Nella stanza in cui Aska lavora al computer, si può notare la cura maniacale per i particolari: un mazzo di fiori, una bottiglia, un pacchetto regalo, la scaffalatura alle sue spalle colma di fascicoli e libri, una giacca appesa.
Un'altro particolare, e qui davvero “maniacale” è dire poco, ma che NESSUNO potrà mai notare se non analizzando fotogramma per fotogramma, è il piccolo visore montato al centro del parabrezza: osservando la sequenza animata si scopre che lo schermo mostra la visione posteriore di una telecamera
Mentre i nostri eroi fuggono sulla stretta striscia stradale che attraversa la cittadina sotterranea, il panorama è fantastico. Le grandi strutture soprattutto cilindriche, e sull'estremità destra, uno di questi edifici ha un soffitto a specchio solare, sui muri esterni, si vedono gli scoli di materiale liquido e l'erosione della pioggia. E poi, svariati altri sottopassaggi, una terrazza a "giardino pensile". La Città vive, anche se sotto l’onnipresente stemma del "rischio di contaminazione”.
Una città che vive e che viene vissuta attraverso l’amore per i dettagli di Miyazaki: ci mostra indizi evidenti di una qualche civiltà "evoluta" e di una normale quotidianità sopravvissuta: piccoli giardini coltivati sulle ringhiere, vetrate interne (anche se alcune rotte), panni stesi ad asciugare e altri a prendere.
Le animazioni dei soggetti sono perfette. Sempre durante l’assalto iniziale, si possono scorgere adepti che dopo aver sparato selvaggiamente, vengono colpiti e letteralmente "sbalzati" all'indietro a gambe all'aria
Quando i nostri scappano con il furgone blindano, questo in partenza slitta lateralmente, andando a spostare con facilità l'altro blindato più piccolo alla loro sinistra. La sequenza è semplicemente meravigliosa.
Dai "collettori" d'aria dell’autoblindo, durante le frenate, fuoriesce del calore che viene reso visivamente alla perfezione con delicate sfocature del colore, ed in sottofondo si sente chiaramente anche lo sforzo dei motori degli aeromobili.
Alcune piccole curiosità.
Il verde che ci accompagna all’inizio ed alla fine, che si pone in contrasto con l’aridità del paese abbandonato, ricorda Hyarborg ed Indastria, del sempre splendido “Conan ragazzo del futuro”.
Gli “incappucciati” e tutta la componente visiva e decorativa del “Palazzo”, rimandano ai sacerdoti “Dorok” di Nausicaa della valle del vento.
L'origine dell'amore di Miyazaki per le automobili italiane è da ricercare probabilmente, nella linea particolarmente tonda e morbida che contraddistingueva solitamente le nostre vecchie produzioni a quattro ruote. Come dichiarato dallo stesso Miyazaki nel caso specifico della celeberrima Cinquecento gialla di Lupin III, una forma aggraziata e con il minor numero possibile di spigoli, si disegna più velocemente e senza grossi grattacapi dagli animatori.
C’è un istante in cui compare, in bocca a Chage, una sigaretta, altro topos visivo di Miyazaki; celebre è quella di Daisuke Jigen, il pistolero compagno di sventure di Lupin III, che però è solito fumarle solo se spiegazzate e sgualcite.
Quando l’autoblindo cade sulla città, Chage ed Aska, gridano alla ragazza, di lasciarsi andare e di volare: Chage si mette persino a mimare l'azione in una scena-gag che abbiamo già visto in Lupin e Conan.
Gli “incappucciati” e tutta la componente visiva e decorativa del “Palazzo”, rimandano ai sacerdoti “Dorok” di Nausicaa della valle del vento.
L'origine dell'amore di Miyazaki per le automobili italiane è da ricercare probabilmente, nella linea particolarmente tonda e morbida che contraddistingueva solitamente le nostre vecchie produzioni a quattro ruote. Come dichiarato dallo stesso Miyazaki nel caso specifico della celeberrima Cinquecento gialla di Lupin III, una forma aggraziata e con il minor numero possibile di spigoli, si disegna più velocemente e senza grossi grattacapi dagli animatori.
C’è un istante in cui compare, in bocca a Chage, una sigaretta, altro topos visivo di Miyazaki; celebre è quella di Daisuke Jigen, il pistolero compagno di sventure di Lupin III, che però è solito fumarle solo se spiegazzate e sgualcite.
Quando l’autoblindo cade sulla città, Chage ed Aska, gridano alla ragazza, di lasciarsi andare e di volare: Chage si mette persino a mimare l'azione in una scena-gag che abbiamo già visto in Lupin e Conan.
Le mie 5 donne a fumetti preferite - incompleta
In onore delle nostre sette donne del fumetto Cominciano, le cui avventure la Patty ci racconta, il sottoscritto Yoske vi vuole parlare oggi:
Le mie 5 donne a fumetti preferite
Si ringrazia Nick Hornby per aver ispirato l’impiego delle classifiche
Tra amici ed amanti dei fumetti, ma poi si può estendere a tutto il creato umano, capita di mettersi lì e dire “mah, le mie preferite sono…”, “i miei preferiti sono…”, e rileggendo “Alta fedeltà” di Hornby, il vezzo di fare le classiche top five, top ten è tornato più forte di mai, perciò beccatevi questa!!!ihih
1) Nausicaa
Da “Nausicaa della Valle del Vento” di Hayao Miyazaki
Il fumetto di Nausicaa è un meraviglioso esempio di rispetto ecologico.
In esso tutta la natura, anche le sue manifestazioni all'apparenza più nocive e pericolose, assume un aspetto utile all'ecosistema, dimostrando, una volta di più che l' unico elemento nocivo e pericoloso è in realtà l'uomo stesso.
Un capolavoro dell'animazione, semplicemente splendido, nonostante l'età mantiene un'animazione ottima e una trama originalissima che è tratto dall'omonimo manga dello stesso Miyazaki, questo film è stato votato, per 10 anni consecutivi, il miglior anime di tutti i tempi.
E il personaggio di Nausicaa è semplicemente fantastico, ama librarsi tra le nuvole con il suo mehve e come tanti di noi vola alla ricerca di orizzonti puri e tranquilli (soprattutto interiormente), ed io che amo l’oceano, grazie a lei amo il cielo.
2) Death
Da il Pantheon di Sandman di Neil Gaiman
Il personaggio inizialmente comprimario che ha senz'altro galvanizzato il popolo di lettori di Sandman, è senza dubbio la sorella Del Protagonista degli eterni, Death (Morte).
La rappresentazione della morte è, ovviamente, qualcosa di soggettivo: l'iconografia occidentale la individua in un certo modo... e a me, come tanti adesso, piace identificarla in una ragazza come lei, come ce l'hanno disegnata McKean, Chris Bachalo e Mark Buckingham.
Vuoi mettere, morire e trovarti davanti lei? Tutta un'altra cosa!! la Morte, viene proposta a noi lettori come la radiosa controparte di Morfeo, il triste, pallido creatore di sogni.
Non sarebbe bello se la morte fosse qualcuno come Didi (Death usa questo nomignolo nella nostra realtà). Una persona divertente, piacevole e carina. E magari anche un pò pazza.
Faccio mie le parole di Claire Danes “Death ha il corpo di una modella, gli abiti di un poeta e il sorriso dell’amica del cuore. Indossa un cappello a cilindro tanto per, porta una collana con l’ankh per il potere e un grande ombrello nero per viaggiare nelle terre senza sole. Chissà che profumo ha? Sono sicura che è fresco e pulito e la sua risata deve essere argentina o forse è calorosa e sommessa, ma, comunque sia, Death ride davvero tanto”
3) Elisabeth
Nata dalla penna di Luca Enoch e trova dimora nelle pagine del fumetto “Sprayliz”, Elizabeth è
una ragazza di 16-17 anni, studia al liceo, è grande ginnasta ed ha gusti sessuali ambigui (divisi tra una Kate arrembante ed un Abraham quasi sottomesso!), ma soprattutto ha una sconfinata passione per i graffiti murali con cui di notte colora le periferie urbane.
Indipendente e ribelle,spigliata ed accattivante si firma "Sprayliz", attirandosi l'attenzione della stampa e della polizia, di cui contesta e denuncia continuamente abusi di potere e metodi repressivi.
Ma il bello è che non è una classica supereroina, se vedeste che faccia ha al mattino quando la sveglia suona implacabile, ricordandole che oggi c’è il tema di greco…arghhhhhhhhhhhhh!
Grande e reale!
4) Bianca
Protagonista della serie a fumetti “Esp” di Michelangelo La Neve”
A vederla così Bianca sembra una ragazza come tante. Ha 23 anni, una casa tutta sua dove c'è un armadio di luce che nasconde un varco per l'Imago, una grande storia d'amore finita male con Tommaso e un segreto, che la rende diversa da tutti gli altri. Aveva solo 13 anni quando dentro di lei sono esplosi degli strani poteri. All'inizio è quasi impazzita. Poi, piano piano, ha imparato a controllarli. Adesso Bianca sa ascoltare i pensieri della gente, viaggiare nel loro inconscio e viverne i ricordi. Veste sempre di nero e porta al collo un medaglione che rappresenta il simbolo usato dal gruppo rumorista tedesco Einsturzende Neubauten. E' dolce, sensibile, vede nell'anima delle persone e si sente sola. Odia il latte: sogna sempre di affogarci dentro. E' fissata con la storia che i gabbiani si mangiano gli occhi degli affogati.
5) Mafalda
La sua striscia ha chiuso le vicende tanti anni fa, ma la mitica Mafalda e i
suoi amici vivono ancora. Mafalda è l'anima ribelle e candida che abita nei nostri pensieri, quando, senza tante analisi e con poca voglia di capire i compromessi, ci chiediamo perché il mondo debba essere maltrattato così..
È spesso arrabbiata, ha una faccia tosta che ti dico, ma è pura, idealista, candida, angosciata per le sorti di questo nostro mondo (o mappamondo) ma anche entusiasta patriota, la bambina con la testa riccia ti afferra perché è sincera e disarmante. Non capisce gran che di politica (come tutta la popolazione mondiale) e magari ha idee confuse ma questo è un bene perché le consente di tirare fuori domande da prospettive e angolazioni vertiginose spiazzandoci. Dialoga con il suo mappamondo spesso assistendolo con cure amorevoli. Non vi basta per amarla?
Il bello delle classifiche è che, magari, dopo ti accorgi di aver dimenticato qualche nome. Nell’eventualità, un abbraccio collettivo anche alle altre mie dame del fumetto: Rey Ayanami, Madoka Ayukawa, Gea, Delirio (sorella di Death), Katchoo (da “Strangers in Paradise”), Suor Angela (di “One Pund Gospel”), Amanda, Piperita Patty, Kendra (di “Esp”) e Kate (da “Sprayliz”) e…oddio, mi sa che ne mancano ancora…
Le mie 5 donne a fumetti preferite
Si ringrazia Nick Hornby per aver ispirato l’impiego delle classifiche
Tra amici ed amanti dei fumetti, ma poi si può estendere a tutto il creato umano, capita di mettersi lì e dire “mah, le mie preferite sono…”, “i miei preferiti sono…”, e rileggendo “Alta fedeltà” di Hornby, il vezzo di fare le classiche top five, top ten è tornato più forte di mai, perciò beccatevi questa!!!ihih
1) Nausicaa
Da “Nausicaa della Valle del Vento” di Hayao MiyazakiIl fumetto di Nausicaa è un meraviglioso esempio di rispetto ecologico.
In esso tutta la natura, anche le sue manifestazioni all'apparenza più nocive e pericolose, assume un aspetto utile all'ecosistema, dimostrando, una volta di più che l' unico elemento nocivo e pericoloso è in realtà l'uomo stesso.
Un capolavoro dell'animazione, semplicemente splendido, nonostante l'età mantiene un'animazione ottima e una trama originalissima che è tratto dall'omonimo manga dello stesso Miyazaki, questo film è stato votato, per 10 anni consecutivi, il miglior anime di tutti i tempi.
E il personaggio di Nausicaa è semplicemente fantastico, ama librarsi tra le nuvole con il suo mehve e come tanti di noi vola alla ricerca di orizzonti puri e tranquilli (soprattutto interiormente), ed io che amo l’oceano, grazie a lei amo il cielo.
2) Death
Da il Pantheon di Sandman di Neil GaimanIl personaggio inizialmente comprimario che ha senz'altro galvanizzato il popolo di lettori di Sandman, è senza dubbio la sorella Del Protagonista degli eterni, Death (Morte).
La rappresentazione della morte è, ovviamente, qualcosa di soggettivo: l'iconografia occidentale la individua in un certo modo... e a me, come tanti adesso, piace identificarla in una ragazza come lei, come ce l'hanno disegnata McKean, Chris Bachalo e Mark Buckingham.
Vuoi mettere, morire e trovarti davanti lei? Tutta un'altra cosa!! la Morte, viene proposta a noi lettori come la radiosa controparte di Morfeo, il triste, pallido creatore di sogni.
Non sarebbe bello se la morte fosse qualcuno come Didi (Death usa questo nomignolo nella nostra realtà). Una persona divertente, piacevole e carina. E magari anche un pò pazza.
Faccio mie le parole di Claire Danes “Death ha il corpo di una modella, gli abiti di un poeta e il sorriso dell’amica del cuore. Indossa un cappello a cilindro tanto per, porta una collana con l’ankh per il potere e un grande ombrello nero per viaggiare nelle terre senza sole. Chissà che profumo ha? Sono sicura che è fresco e pulito e la sua risata deve essere argentina o forse è calorosa e sommessa, ma, comunque sia, Death ride davvero tanto”
3) Elisabeth
Nata dalla penna di Luca Enoch e trova dimora nelle pagine del fumetto “Sprayliz”, Elizabeth è
una ragazza di 16-17 anni, studia al liceo, è grande ginnasta ed ha gusti sessuali ambigui (divisi tra una Kate arrembante ed un Abraham quasi sottomesso!), ma soprattutto ha una sconfinata passione per i graffiti murali con cui di notte colora le periferie urbane.Indipendente e ribelle,spigliata ed accattivante si firma "Sprayliz", attirandosi l'attenzione della stampa e della polizia, di cui contesta e denuncia continuamente abusi di potere e metodi repressivi.
Ma il bello è che non è una classica supereroina, se vedeste che faccia ha al mattino quando la sveglia suona implacabile, ricordandole che oggi c’è il tema di greco…arghhhhhhhhhhhhh!
Grande e reale!
4) Bianca
Protagonista della serie a fumetti “Esp” di Michelangelo La Neve”A vederla così Bianca sembra una ragazza come tante. Ha 23 anni, una casa tutta sua dove c'è un armadio di luce che nasconde un varco per l'Imago, una grande storia d'amore finita male con Tommaso e un segreto, che la rende diversa da tutti gli altri. Aveva solo 13 anni quando dentro di lei sono esplosi degli strani poteri. All'inizio è quasi impazzita. Poi, piano piano, ha imparato a controllarli. Adesso Bianca sa ascoltare i pensieri della gente, viaggiare nel loro inconscio e viverne i ricordi. Veste sempre di nero e porta al collo un medaglione che rappresenta il simbolo usato dal gruppo rumorista tedesco Einsturzende Neubauten. E' dolce, sensibile, vede nell'anima delle persone e si sente sola. Odia il latte: sogna sempre di affogarci dentro. E' fissata con la storia che i gabbiani si mangiano gli occhi degli affogati.
5) Mafalda
La sua striscia ha chiuso le vicende tanti anni fa, ma la mitica Mafalda e i
suoi amici vivono ancora. Mafalda è l'anima ribelle e candida che abita nei nostri pensieri, quando, senza tante analisi e con poca voglia di capire i compromessi, ci chiediamo perché il mondo debba essere maltrattato così..È spesso arrabbiata, ha una faccia tosta che ti dico, ma è pura, idealista, candida, angosciata per le sorti di questo nostro mondo (o mappamondo) ma anche entusiasta patriota, la bambina con la testa riccia ti afferra perché è sincera e disarmante. Non capisce gran che di politica (come tutta la popolazione mondiale) e magari ha idee confuse ma questo è un bene perché le consente di tirare fuori domande da prospettive e angolazioni vertiginose spiazzandoci. Dialoga con il suo mappamondo spesso assistendolo con cure amorevoli. Non vi basta per amarla?
Il bello delle classifiche è che, magari, dopo ti accorgi di aver dimenticato qualche nome. Nell’eventualità, un abbraccio collettivo anche alle altre mie dame del fumetto: Rey Ayanami, Madoka Ayukawa, Gea, Delirio (sorella di Death), Katchoo (da “Strangers in Paradise”), Suor Angela (di “One Pund Gospel”), Amanda, Piperita Patty, Kendra (di “Esp”) e Kate (da “Sprayliz”) e…oddio, mi sa che ne mancano ancora…
Alta Fedeltà

Alta Fedeltà
Nick Hornby
Editore Guanda, pag. 253
Nick Hornby
Editore Guanda, pag. 253
Siete per caso un 35enne, superappassionato di musica (soprattutto pop), avete lavorato come disc jockey nelle più famose discoteche londinesi ed oggi, possedete un negozio di dischi che non è proprio un successo di incassi, dando poi lavoro a dei commessi che sembrano usciti da Clerks?
Siete per caso un 35enne, carico di dubbi sulla propria vita, dubbi che non vi lasciano vivere serenamente che fanno il paio con una serie di relazioni affettive palesemente e tristemente naufragate (leggasi Alison, Penny, Jackie, Charlie e Sarah), di cui l’ultima, Laura, vi ha lasciato un buco enorme e con il morale sotto i tacchi?
Siete per caso un 35enne e pensate che il vostro “crescere” debba passare ormai attraverso passi come l’eliminazione fisica di tutta la vostra immane collezione di dischi brit-pop, la necessità di trovare un “vero” lavoro, comprarsi una “nuova” casa “vera” e per finire, completarsi nella realizzazione una “vera” famiglia vostra?
Se voi non siete “questo” 35enne, beh…Rob lo è e sarà il vostro 35enne preferito per tutte le 250 e passa pagine di questa Bibbia generazionale, ben oltre la classica parola fine del libro.
Un libro meraviglioso, appassionato ma commovente, divertente ma amaro, caustico e ironico: un gran bel libro, insomma. “Alta fedeltà” mette sul palcoscenico della vita, le avventure, i sogni, le azioni, i tradimenti e gli amori, i rimorsi e le disillusioni della “Vita” di questa incredibile generazioni di trentenni (di cui faccio parte anch’io), così piena di voglia di vivere ma capaci di mettersi da soli i bastoni fra le ruote, laddove non ci abbia pensato già il destino.
Il tutto in un costante sottofondo sonoro fatto di citazioni, canzoni e cantanti, album e gruppi, spesso mai conosciuti (ma che, magari, saranno capaci di spingervi a scoprire un mondo musicale nuovo ed accattivante), che vi renderà la lettura paragonabile all’ascolto di un racconto di un amico in un pub davanti ad una Guinness.
Londra vive davanti a voi ed intorno a voi, su chiudete gli occhi e…occhio a quel cab che non si fermato sulle strisce!!!
Fatevi un favore, leggetelo e leggete anche gli altri libri di Nick, sembra di leggere dopo tanto tempo il proprio diario.
E ora, ditemi 5 motivi (questa la capirete solo dopo aver letto il libro, però) che vi impediscono di darci un’occhiata!
Yoske
(al secolo Vale)
Siete per caso un 35enne, carico di dubbi sulla propria vita, dubbi che non vi lasciano vivere serenamente che fanno il paio con una serie di relazioni affettive palesemente e tristemente naufragate (leggasi Alison, Penny, Jackie, Charlie e Sarah), di cui l’ultima, Laura, vi ha lasciato un buco enorme e con il morale sotto i tacchi?
Siete per caso un 35enne e pensate che il vostro “crescere” debba passare ormai attraverso passi come l’eliminazione fisica di tutta la vostra immane collezione di dischi brit-pop, la necessità di trovare un “vero” lavoro, comprarsi una “nuova” casa “vera” e per finire, completarsi nella realizzazione una “vera” famiglia vostra?
Se voi non siete “questo” 35enne, beh…Rob lo è e sarà il vostro 35enne preferito per tutte le 250 e passa pagine di questa Bibbia generazionale, ben oltre la classica parola fine del libro.
Un libro meraviglioso, appassionato ma commovente, divertente ma amaro, caustico e ironico: un gran bel libro, insomma. “Alta fedeltà” mette sul palcoscenico della vita, le avventure, i sogni, le azioni, i tradimenti e gli amori, i rimorsi e le disillusioni della “Vita” di questa incredibile generazioni di trentenni (di cui faccio parte anch’io), così piena di voglia di vivere ma capaci di mettersi da soli i bastoni fra le ruote, laddove non ci abbia pensato già il destino.
Il tutto in un costante sottofondo sonoro fatto di citazioni, canzoni e cantanti, album e gruppi, spesso mai conosciuti (ma che, magari, saranno capaci di spingervi a scoprire un mondo musicale nuovo ed accattivante), che vi renderà la lettura paragonabile all’ascolto di un racconto di un amico in un pub davanti ad una Guinness.
Londra vive davanti a voi ed intorno a voi, su chiudete gli occhi e…occhio a quel cab che non si fermato sulle strisce!!!
Fatevi un favore, leggetelo e leggete anche gli altri libri di Nick, sembra di leggere dopo tanto tempo il proprio diario.
E ora, ditemi 5 motivi (questa la capirete solo dopo aver letto il libro, però) che vi impediscono di darci un’occhiata!
Yoske
(al secolo Vale)
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