Nel Segno di Miyazaki"On Your Mark"
On Your Mark è una bellissima produzione dello Studio Ghibli e della Nibariki (casa editrice dei coniugi Miyazaki) nata nel 1995, mentre si lavorava per “Mimi o Sumaseba”, per essere la parte visuale di un video musicale di un celebre (nella loro terra) gruppo pop giapponese "Chage & Aska".
Il titolo della canzone per cui è stato realizzato il video, è ambiguo, difficilmente traducibile in italiano con efficacia e sicurezza, ma a me piace semplicemente e semplicisticamente interpretarlo solo come l'ennesimo "segno" ("mark" per l'appunto) lasciatoci come dono dal Maestro dell'animazione mondiale, Hayao Miyazaki.
Sei minuti e mezzo indimenticabili. Un susseguirsi d’azione, emozioni e sentimento da mozzare il fiato, talmente fitto e incalzante d’eventi che molte altre produzioni animate non riuscirebbero (e non ci riescono...) ad esprimere e condensare nemmeno se avessero intere ore a loro disposizione e nemmeno se impiegassero decenni per realizzarlo.
"Perché tanta enfasi, tanto frastuono e agitazione per un piccolo film animato di neanche sette minuti? È giustificato un così sentito e caloroso trasporto emotivo? È davvero un'opera tanto magnifica? E quali prove hai per dimostrarlo? Come farai a provarlo, concretamente, a tutti coloro che tenteranno di leggere quest’articolo?" Questo è uno dei tanti pensieri che si trovano in giro nei forum, a proposito di questo “video”.
Tutto è perfetto in maniera maniacale (o forse solo naturale?) in una storia che solo apparentemente e ad una prima, distratta visione potrebbe apparire "semplice".
Miyazaki, in questo ristretto lasso di tempo, crea tutto un intero mondo, perfettamente sfaccettato, assolutamente credibile, magicamente affascinante, una vicenda avvincente e dei personaggi semplicemente incantevoli nella loro tangibile seppure muta per-sonalità.
Un'attenzione e una cura per il dettaglio che avrete modo di apprezzare in questa sorta di "storyboard per fotogramma" che ho tentato di allestire.
Il lavoro certosino che vi sorprenderà, vi sbalordirà, non è fine a se stesso, non è un semplice sfoggio della propria ammirata e invidiata grandezza, ma una coerente e minuziosa ricerca della "plausibilità", dell'atmosfera intangibile, di quella scenografia che non è semplice sfondo pittorico ma riproduzione e ricostruzione della realtà (la realtà di quel mondo perché no, di questo mondo), di quell’ambiente che non si nota in modo evidente e consapevole, ma che si percepisce solo a livello subliminale, inconscio.
La narrazione è ovviamente priva di dialoghi, ma è chiara, esemplare; supportata dalla sola parte visiva, porta avanti una vicenda complessa.
Il design dei personaggi è quello classico dello Studio Ghibli (di Miyazaki-san più propriamente, che ne realizza anche il soggetto e la regia), pulito e morbido, "semplificato", eppure la varietà espressiva dei loro pensieri e delle loro emozioni è sempre chiara e inconfondibile, stupefacente e spiazzante. Un’espressività naturale e spontanea, d’immediata fruizione per lo spettatore, e che, appunto, non ha alcun bisogno dell'aiuto delle parole e dei dialoghi. Assolutamente eccezionale.
C’è tutto Miyazaki in queste immagini: dal tributo a Nausicaa, a cui l’angelo somiglia non solo fisicamente, ma anche emozionalmente, dalla forte tensione ambientalista, all’amore per il volo libero.
La storia.
Una musica leggera e soave ci accompagna: siamo a bordo di un veicolo e attraversiamo una
foresta lussureggiante e incontaminata che domina l'intero panorama, ma… il verde comincia a diminuire, scompaiono gli alberi e all'orizzonte si staglia una costruzione misteriosa e inquietante, a cui ci si avvicina e proprio ai suoi piedi notiamo un ameno paesino, deserto e abbandonato; a darci il benvenuto, un cartello: ci avvisa di un "pericolo radioattivo".
Spunta il muso di un mezzo corazzato; sulla griglia del motore si nota ancora il simbolo del "pericolo da contagio". Sullo sfondo, la sagoma scura dell'edificio. È un chiaro cambio di ritmo introdotto a suon di percussioni e titolo del video.
Stacco. Sorvoliamo una metropoli futuristica. Un mezzo volante della polizia (??) seguito da altre aereo-pattuglie si gettano in picchiata verso la città notturna, illuminata da mille piccole luci. È un intervento operativo, ma coda devono fare?
La picchiata prosegue e si capisce l’obiettivo: al centro svetta un edificio più appariscente degli altri, illuminato e bizzarro: la sommità è circondata da una serie d’ammiccanti occhi rosa, e sopra essi domina l'invadente ammonimento: "Dio ti guarda". All’interno del palazzo, degli "incappucciati", sdraiati in preghiera, fuggono, vedono arrivare lanciatissimi, gli aerei della polizia; i minuscoli occhi della setta, posti ovunque, "guardano" anche all'interno della sala.
I veicoli irrompono fracassando vetri e muratura in mille pezzi. I poliziotti indossano della maschere anti-gas e si gettano di corsa all'interno dell'edificio. Gli "incursori", coperti dal fuoco dei loro compagni, arrivano a sparare ad altezza d'uomo, raffiche spezzate ed i bossoli dei proiettili sono drammaticamente ben visibili tra una fiammata e l'altra. Un agente lancia una bomba a mano e la deflagrazione fa letteralmente volare in aria uno dei seguaci. La squadra di poliziotti sopraggiunge di corsa e fa fuoco spietatamente, in modo indiscriminato su tutti
Le scene sono cruenti: due agenti lanciano granate all'interno delle stanze senza nemmeno curarsi di vedere chi ci sia (magari donne o bambini). Fotogramma molto forte visivamente: un cadavere riverso, con gli occhi fissi e spalancati, viene sollevato per la casacca. I poliziotti ormai camminano lentamente tra un mare di corpi senza vita;
Due dei poliziotti trovano uno "strano" essere alato, privo di sensi, uno di loro solleva l'ala cautamente e scopre il dolce volto di una giovane fanciulla. La ragazza è contornata di rifiuti: bottiglie di plastica, lattine e scatolette.
Qui c'è un brusco stacco legato e giustificato al cambio parziale di ritmo e all'incipit del ritornello; si passa senza alcuna spiegazione dalla sequenza precedente ad una scena che è del tutto diversa per atmosfera, stile e umore. Appare infatti la stessa ragazza alata insieme a, presumibilmente, i due poliziotti che l'hanno ritrovata; s’intuisce che c'è un salto in avanti nel tempo. I tre sono a bordo di una decappottabile, un’Alfa Romeo Giulia. In sottofondo si sente bene il rumore del motore della macchina. La ragazza viene sollevata da Chage e stende le ali nel vento, lasciandosi trasportare dalla sua forza; è lui a trattenerla perché altrimenti volerebbe via e, poi, le indica il cielo invitandola a spiccare il volo; lei è stupita da quell'inatteso incitamento, è insicura e spaesata, e l'espressione del suo volto lo esprime in modo. Lui l'aiuta a librarsi dandole una leggera "spinta", animata con fluidità in modo magistrale.
Altro stacco e si ritorna nel Palazzo. Ci ritroviamo con Chage e Aska nella stessa stanza in cui è stata ritrovata la ragazza. Aska si toglie la maschera anti-gas, e sul volto di Chage, dietro di lui, si legge la sorpresa per l’incredibile ritrovamento. I due soccorrono la ragazza alata, mentre il resto della squadra sta sgomberando l'edificio. Aska sta dando da bere la fanciulla e Chage è felicissimo nel vederla dissetarsi.
La ragazza viene presa in consegna da una squadra speciale,chiusa in un sacco e trasportata via. Sia sulla custodia in cui viene racchiusa sia al di fuori, sul portello, appare lo stemma del "rischio" di contagio.
Chage e Aska la osservano volare via, con una certa aria avvilita. Poi, si allontanano lentamente mentre tutti gli aeromobili abbandonano l'edificio assaltato e li ritroviamo seduti al bancone di un ristorante, e i loro volti parlano da soli e demoralizzati. Ricordano la ragazza alata, cosciente e con gli occhi aperti mentre la soccorrevano.
Stacco. Aska è intento a scrivere qualcosa al computer.
Stacco. I due passeggiano per un corridoio sulle cui pareti è segnato ad intervalli regolari lo stemma del "rischio di contagio".
Stacco (ancora!). I loro abiti mutano radicalmente trasformandosi in delle tute da anti-contaminazione, particolarmente buffe, e si da inizio all’avventura. Uno dei due inserisce nella maschera di un altro uomo e questo inizia a gonfiarsi a dismisura, per poi cadere addormentato alla sua estrazione.
Ora i nostri eroi corrono via per il corridoio e giungono in un’ampia sala occupata dalle più disparate apparecchiature elettroniche; Chage inizia a manovrare con la sua macchinetta, mentre Aska si guarda le spalle e sorveglia l'entrata, e dentro un cilindro trasparente, si vede un’ala. Lei!
Scatta l'allarme, fuggono via portando con loro la ragazza angelo "impacchettata", la caricano poi su grosso mezzo di trasporto. Il mezzo corazzato, sgomma e via, dentro un tunnel illuminato e poi fuori all'aria aperta, al sole e alla luce. Uno sciame di velivoli della polizia all'inseguimento dei fuggitivi, ed una pattuglia riesce a “schiacciarli” contro la sopraelevata che si frantuma sotto le loro ruote, ma nonostante tutto il blindato va avanti trascinandosi letteralmente dietro la polizia che esplode.
I Nostri precipitano nel vuoto e iniziano ad uscire dall'abitacolo; sullo sfondo, la sempre magnifica città
Chage, festoso nonostante la situazione tragica, fa segno con le braccia alla ragazza di prendere il volo e Aska la solleva sopra di lui.
Lei però, spaventata, non si vuole separare da loro e non molla la presa sulle sue braccia; o perché sa che così facendo loro moriranno, o addirittura perché inconsapevole della sua capacità di volare. Cadono, cadono, e diventano sempre più piccoli fino a scomparire del tutto. Cosa sarà accaduto?
Nuovo stacco, temporale, spaziale e dimensionale. Ripercorriamo tutta la vicenda fino al momento dell'incidente con il velivolo della polizia. L'autoblindo sta per precipitare, ma in questa nuova versione è dotato d’alcuni propulsori che gli permettono di restare nell'aria, finendo per sbattere addosso ad un edificio abitato. Chage esce dalla porta dell'appartamento preceduto da uno e seguito da Aska.
Stacco (non sto più a commentare). I tre si trovano a bordo della Giulia e percorrono un altro tunnel poco illuminato, e il buon Chage alza il braccio destro in segno di "vittoria". L'inquadratura si sposta all'esterno, su una lontana panoramica ed Il terreno, a mano a mano che si allontanano dalla zona civilizzata da arido e malato che era, si fa sempre più verde e lussureggiante.
Siamo al momento in cui la ragazza tenta di volare. Lei ha il volto preoccupato, mentre i due amici ridono sommessamente sotto i baffi e, dopo un breve tentennamento dettato dall'insicurezza, inizia a planare, sorretta sempre per mano da Chage; dapprima preoccupata, poi incredula e incantata, perché neanche lei sembra capacitarsi delle sue possibilità. Poi ci crede, abbassa il suo sguardo felice, sereno e dolce, verso i due compagni d'avventura. Forse in quel momento, capisce di essere un Angelo o qualcosa del genere: a sofferenza, solitudine, frustrazione, si aggiungono e poi si sostituiscono libertà, gioia e amore.
Aska, finalmente sorridente, la saluta e le strizza l'occhio, mentre Chage le bacia la mano teneramente e la lascia volare via. I due la ammirano soddisfatti, mentre vola via, nel suo ambiente naturale: lei è altissima e Chage si sbraccia ancora nel tentativo di salutarla.
L'angelo, con le ali che brillano sotto la luce del sole, si allontana all'orizzonte sopra un tappeto di nuvole gonfie, candide e spumose
I nostri, accostano l'auto al bordo della stradina e si godono le ultime immagini del loro angelo che se ne va.
CAPOLAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
foresta lussureggiante e incontaminata che domina l'intero panorama, ma… il verde comincia a diminuire, scompaiono gli alberi e all'orizzonte si staglia una costruzione misteriosa e inquietante, a cui ci si avvicina e proprio ai suoi piedi notiamo un ameno paesino, deserto e abbandonato; a darci il benvenuto, un cartello: ci avvisa di un "pericolo radioattivo".Spunta il muso di un mezzo corazzato; sulla griglia del motore si nota ancora il simbolo del "pericolo da contagio". Sullo sfondo, la sagoma scura dell'edificio. È un chiaro cambio di ritmo introdotto a suon di percussioni e titolo del video.
Stacco. Sorvoliamo una metropoli futuristica. Un mezzo volante della polizia (??) seguito da altre aereo-pattuglie si gettano in picchiata verso la città notturna, illuminata da mille piccole luci. È un intervento operativo, ma coda devono fare?
La picchiata prosegue e si capisce l’obiettivo: al centro svetta un edificio più appariscente degli altri, illuminato e bizzarro: la sommità è circondata da una serie d’ammiccanti occhi rosa, e sopra essi domina l'invadente ammonimento: "Dio ti guarda". All’interno del palazzo, degli "incappucciati", sdraiati in preghiera, fuggono, vedono arrivare lanciatissimi, gli aerei della polizia; i minuscoli occhi della setta, posti ovunque, "guardano" anche all'interno della sala.
I veicoli irrompono fracassando vetri e muratura in mille pezzi. I poliziotti indossano della maschere anti-gas e si gettano di corsa all'interno dell'edificio. Gli "incursori", coperti dal fuoco dei loro compagni, arrivano a sparare ad altezza d'uomo, raffiche spezzate ed i bossoli dei proiettili sono drammaticamente ben visibili tra una fiammata e l'altra. Un agente lancia una bomba a mano e la deflagrazione fa letteralmente volare in aria uno dei seguaci. La squadra di poliziotti sopraggiunge di corsa e fa fuoco spietatamente, in modo indiscriminato su tutti
Le scene sono cruenti: due agenti lanciano granate all'interno delle stanze senza nemmeno curarsi di vedere chi ci sia (magari donne o bambini). Fotogramma molto forte visivamente: un cadavere riverso, con gli occhi fissi e spalancati, viene sollevato per la casacca. I poliziotti ormai camminano lentamente tra un mare di corpi senza vita;
Due dei poliziotti trovano uno "strano" essere alato, privo di sensi, uno di loro solleva l'ala cautamente e scopre il dolce volto di una giovane fanciulla. La ragazza è contornata di rifiuti: bottiglie di plastica, lattine e scatolette.
Qui c'è un brusco stacco legato e giustificato al cambio parziale di ritmo e all'incipit del ritornello; si passa senza alcuna spiegazione dalla sequenza precedente ad una scena che è del tutto diversa per atmosfera, stile e umore. Appare infatti la stessa ragazza alata insieme a, presumibilmente, i due poliziotti che l'hanno ritrovata; s’intuisce che c'è un salto in avanti nel tempo. I tre sono a bordo di una decappottabile, un’Alfa Romeo Giulia. In sottofondo si sente bene il rumore del motore della macchina. La ragazza viene sollevata da Chage e stende le ali nel vento, lasciandosi trasportare dalla sua forza; è lui a trattenerla perché altrimenti volerebbe via e, poi, le indica il cielo invitandola a spiccare il volo; lei è stupita da quell'inatteso incitamento, è insicura e spaesata, e l'espressione del suo volto lo esprime in modo. Lui l'aiuta a librarsi dandole una leggera "spinta", animata con fluidità in modo magistrale.
Altro stacco e si ritorna nel Palazzo. Ci ritroviamo con Chage e Aska nella stessa stanza in cui è stata ritrovata la ragazza. Aska si toglie la maschera anti-gas, e sul volto di Chage, dietro di lui, si legge la sorpresa per l’incredibile ritrovamento. I due soccorrono la ragazza alata, mentre il resto della squadra sta sgomberando l'edificio. Aska sta dando da bere la fanciulla e Chage è felicissimo nel vederla dissetarsi.
La ragazza viene presa in consegna da una squadra speciale,chiusa in un sacco e trasportata via. Sia sulla custodia in cui viene racchiusa sia al di fuori, sul portello, appare lo stemma del "rischio" di contagio.
Chage e Aska la osservano volare via, con una certa aria avvilita. Poi, si allontanano lentamente mentre tutti gli aeromobili abbandonano l'edificio assaltato e li ritroviamo seduti al bancone di un ristorante, e i loro volti parlano da soli e demoralizzati. Ricordano la ragazza alata, cosciente e con gli occhi aperti mentre la soccorrevano.
Stacco. Aska è intento a scrivere qualcosa al computer.
Stacco. I due passeggiano per un corridoio sulle cui pareti è segnato ad intervalli regolari lo stemma del "rischio di contagio".
Stacco (ancora!). I loro abiti mutano radicalmente trasformandosi in delle tute da anti-contaminazione, particolarmente buffe, e si da inizio all’avventura. Uno dei due inserisce nella maschera di un altro uomo e questo inizia a gonfiarsi a dismisura, per poi cadere addormentato alla sua estrazione.
Ora i nostri eroi corrono via per il corridoio e giungono in un’ampia sala occupata dalle più disparate apparecchiature elettroniche; Chage inizia a manovrare con la sua macchinetta, mentre Aska si guarda le spalle e sorveglia l'entrata, e dentro un cilindro trasparente, si vede un’ala. Lei!
Scatta l'allarme, fuggono via portando con loro la ragazza angelo "impacchettata", la caricano poi su grosso mezzo di trasporto. Il mezzo corazzato, sgomma e via, dentro un tunnel illuminato e poi fuori all'aria aperta, al sole e alla luce. Uno sciame di velivoli della polizia all'inseguimento dei fuggitivi, ed una pattuglia riesce a “schiacciarli” contro la sopraelevata che si frantuma sotto le loro ruote, ma nonostante tutto il blindato va avanti trascinandosi letteralmente dietro la polizia che esplode.
I Nostri precipitano nel vuoto e iniziano ad uscire dall'abitacolo; sullo sfondo, la sempre magnifica città
Chage, festoso nonostante la situazione tragica, fa segno con le braccia alla ragazza di prendere il volo e Aska la solleva sopra di lui.
Lei però, spaventata, non si vuole separare da loro e non molla la presa sulle sue braccia; o perché sa che così facendo loro moriranno, o addirittura perché inconsapevole della sua capacità di volare. Cadono, cadono, e diventano sempre più piccoli fino a scomparire del tutto. Cosa sarà accaduto?
Nuovo stacco, temporale, spaziale e dimensionale. Ripercorriamo tutta la vicenda fino al momento dell'incidente con il velivolo della polizia. L'autoblindo sta per precipitare, ma in questa nuova versione è dotato d’alcuni propulsori che gli permettono di restare nell'aria, finendo per sbattere addosso ad un edificio abitato. Chage esce dalla porta dell'appartamento preceduto da uno e seguito da Aska.
Stacco (non sto più a commentare). I tre si trovano a bordo della Giulia e percorrono un altro tunnel poco illuminato, e il buon Chage alza il braccio destro in segno di "vittoria". L'inquadratura si sposta all'esterno, su una lontana panoramica ed Il terreno, a mano a mano che si allontanano dalla zona civilizzata da arido e malato che era, si fa sempre più verde e lussureggiante.
Siamo al momento in cui la ragazza tenta di volare. Lei ha il volto preoccupato, mentre i due amici ridono sommessamente sotto i baffi e, dopo un breve tentennamento dettato dall'insicurezza, inizia a planare, sorretta sempre per mano da Chage; dapprima preoccupata, poi incredula e incantata, perché neanche lei sembra capacitarsi delle sue possibilità. Poi ci crede, abbassa il suo sguardo felice, sereno e dolce, verso i due compagni d'avventura. Forse in quel momento, capisce di essere un Angelo o qualcosa del genere: a sofferenza, solitudine, frustrazione, si aggiungono e poi si sostituiscono libertà, gioia e amore.
Aska, finalmente sorridente, la saluta e le strizza l'occhio, mentre Chage le bacia la mano teneramente e la lascia volare via. I due la ammirano soddisfatti, mentre vola via, nel suo ambiente naturale: lei è altissima e Chage si sbraccia ancora nel tentativo di salutarla.
L'angelo, con le ali che brillano sotto la luce del sole, si allontana all'orizzonte sopra un tappeto di nuvole gonfie, candide e spumose
I nostri, accostano l'auto al bordo della stradina e si godono le ultime immagini del loro angelo che se ne va.
CAPOLAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Oltre al sentimento, Miyazaki è maestro di tecnica
L’attenzione al colore ed alla luce
Un primo esempio è il reale colore bianco-grigio dei velivoli che attaccano il Palazzo, fino ad allora rappresentati da un colore rosa, per il perfetto "effetto notte".
Altri esempi sono l’esplosione generata da una bomba a mano, qui resa con un cambio di colori (giallo-marrone) efficacissimo; la suggestiva illuminazione, molto intensa, che permea le stanze avvolgendole in una specie di "alone".
L’attenzione al dettaglio ed all’animazione ed al sonoro
Durante l’assalto al palazzo, si possono distinguere i buchi lasciati dai proiettili e scintille che colpiscono arredi e pareti, addirittura i rifiuti gettati per terra (le lattine di Coca Cola ben riconoscibili).
Nella stanza in cui Aska lavora al computer, si può notare la cura maniacale per i particolari: un mazzo di fiori, una bottiglia, un pacchetto regalo, la scaffalatura alle sue spalle colma di fascicoli e libri, una giacca appesa.
Un'altro particolare, e qui davvero “maniacale” è dire poco, ma che NESSUNO potrà mai notare se non analizzando fotogramma per fotogramma, è il piccolo visore montato al centro del parabrezza: osservando la sequenza animata si scopre che lo schermo mostra la visione posteriore di una telecamera
Mentre i nostri eroi fuggono sulla stretta striscia stradale che attraversa la cittadina sotterranea, il panorama è fantastico. Le grandi strutture soprattutto cilindriche, e sull'estremità destra, uno di questi edifici ha un soffitto a specchio solare, sui muri esterni, si vedono gli scoli di materiale liquido e l'erosione della pioggia. E poi, svariati altri sottopassaggi, una terrazza a "giardino pensile". La Città vive, anche se sotto l’onnipresente stemma del "rischio di contaminazione”.
Una città che vive e che viene vissuta attraverso l’amore per i dettagli di Miyazaki: ci mostra indizi evidenti di una qualche civiltà "evoluta" e di una normale quotidianità sopravvissuta: piccoli giardini coltivati sulle ringhiere, vetrate interne (anche se alcune rotte), panni stesi ad asciugare e altri a prendere.
Le animazioni dei soggetti sono perfette. Sempre durante l’assalto iniziale, si possono scorgere adepti che dopo aver sparato selvaggiamente, vengono colpiti e letteralmente "sbalzati" all'indietro a gambe all'aria
Quando i nostri scappano con il furgone blindano, questo in partenza slitta lateralmente, andando a spostare con facilità l'altro blindato più piccolo alla loro sinistra. La sequenza è semplicemente meravigliosa.
Dai "collettori" d'aria dell’autoblindo, durante le frenate, fuoriesce del calore che viene reso visivamente alla perfezione con delicate sfocature del colore, ed in sottofondo si sente chiaramente anche lo sforzo dei motori degli aeromobili.
Alcune piccole curiosità.
Il verde che ci accompagna all’inizio ed alla fine, che si pone in contrasto con l’aridità del paese abbandonato, ricorda Hyarborg ed Indastria, del sempre splendido “Conan ragazzo del futuro”.
Gli “incappucciati” e tutta la componente visiva e decorativa del “Palazzo”, rimandano ai sacerdoti “Dorok” di Nausicaa della valle del vento.
L'origine dell'amore di Miyazaki per le automobili italiane è da ricercare probabilmente, nella linea particolarmente tonda e morbida che contraddistingueva solitamente le nostre vecchie produzioni a quattro ruote. Come dichiarato dallo stesso Miyazaki nel caso specifico della celeberrima Cinquecento gialla di Lupin III, una forma aggraziata e con il minor numero possibile di spigoli, si disegna più velocemente e senza grossi grattacapi dagli animatori.
C’è un istante in cui compare, in bocca a Chage, una sigaretta, altro topos visivo di Miyazaki; celebre è quella di Daisuke Jigen, il pistolero compagno di sventure di Lupin III, che però è solito fumarle solo se spiegazzate e sgualcite.
Quando l’autoblindo cade sulla città, Chage ed Aska, gridano alla ragazza, di lasciarsi andare e di volare: Chage si mette persino a mimare l'azione in una scena-gag che abbiamo già visto in Lupin e Conan.
Gli “incappucciati” e tutta la componente visiva e decorativa del “Palazzo”, rimandano ai sacerdoti “Dorok” di Nausicaa della valle del vento.
L'origine dell'amore di Miyazaki per le automobili italiane è da ricercare probabilmente, nella linea particolarmente tonda e morbida che contraddistingueva solitamente le nostre vecchie produzioni a quattro ruote. Come dichiarato dallo stesso Miyazaki nel caso specifico della celeberrima Cinquecento gialla di Lupin III, una forma aggraziata e con il minor numero possibile di spigoli, si disegna più velocemente e senza grossi grattacapi dagli animatori.
C’è un istante in cui compare, in bocca a Chage, una sigaretta, altro topos visivo di Miyazaki; celebre è quella di Daisuke Jigen, il pistolero compagno di sventure di Lupin III, che però è solito fumarle solo se spiegazzate e sgualcite.
Quando l’autoblindo cade sulla città, Chage ed Aska, gridano alla ragazza, di lasciarsi andare e di volare: Chage si mette persino a mimare l'azione in una scena-gag che abbiamo già visto in Lupin e Conan.
















Comunque, eccole qui: le mie 31 canzoni.