lunedì 15 dicembre 2008

Le mie 31 Canzoni!!!

Mamma mia, ecco le mie 31 canzoni. Diciamo le mie 31 canzoni a fine 2006.
Come dice Nick Hornby, il bello della vita è trovare nuove cose, che non devono per forza sostituire quelle vecchie, ma convivere con esse. Ho dovuto lasciare fuori tante altre canzoni che per un motivo o per l’altro significano qualcosa. È pazzesco, stanno fuori i Queen, i Nirvana, i Metallica e chissà chi altro al momento sfugge alla mia memoria.


Comunque, eccole qui: le mie 31 canzoni.

- 1 Conan Ragazzo del Futuro (sigla di inizio del cartone animato omonimo)
Cantata da Giorgia Lepore accompagna da sempre il mio cartone animato preferito in assoluto, l’unico che profumi totalmente di avventura e libertà, di lotta e gioia, della sensazione di volare tra le nuvole e di tuffarsi nei profondi oceani.

- 2 Blue Sky (dall’opera rock “The Wall” dei Pink Floyd)
Tempo fa su Canale 5 (parlo di…15anni fa? Boh), passò il famoso concerto “The Wall”, organizzato dal solo Roger Waters, esule dei P.F., e dedicato dal crollo del Muro. Non è la canzone più famosa dell’opera, ma in quel live, il cielo sopra Berlino non è mai stato più blu (certo da telespettatore è una cosa, chissà com’era lì).

- 3 Romeo & Juliet (Dire Straits)
Gli Straits li ritengo la band rock che ha fatto la miglior pura musica rock di sempre. Romeo & Juliet è poesia, romanticismo, un madrigale d’amore che andrebbe dedicato alla Donna che si ama (io non l’ho fatto e…me ne pento ancora…tra le altre cose che ho da pentirmi).

- 4 Telegraph Road (Dire Straits)
15 minuti! La canzone rock più lunga che abbia mai amato, con tre assoli vorticosi di chitarra di Knopfler, anticipati dalla risacca del mare notturno. La canzone da ascoltare di sera sul bagnasciuga con Lei. Telegraph Road, in un suo assolo, era tra le altre cose, la sigla di chiusura della trasmissione sul wrestling di Italia 1 di una ventina di anni fa. Adoravo quel wrestling, adoravo Dan Peterson che lo commentava, adoravo quel riff gioioso.

- 5 Novembre Rain (G’n’R)
La canzone mia e di Deborah. Il fratello di Deborah, la strimpellò al nostro primo appuntamento, ripetendo il primo dei due brevi assoli di chitarra di Slash. Il mio vecchissimo zaino mostra ancora scritto con l’indelebile rosso la prima strofa di quella canzone.

- 6 Guarda nel Cuore (Ligabue)
Solo live la si poteva ascoltare (beh, penso fosse uscita comunque come b-side di qualche singolo, ma sai, l’enfasi) prima che uscisse editata un cofanetto una decina di anni fa. Era il PalaTenda di Samarate, un Liga ancora misconosciuto (quell’estate però avrebbe poi vinto il disco verde giovani al FestivalBar) la cantò tra Sogni di Rock’n’Roll e Balliamo sul Mondo. Il ritmo cadenzato, sincopato come quello di un cuore che batte, fece capire a me, cuore di studente delle superiori, qual’era la vera musica.

- 7 Alba Chiara (Vasco Rossi)
Inutile stare a dire quanto sia bella. La ricordo con amore, perché è stata la prima e unica performance canora (saggio del corso di Musica) davanti a un pubblico (la mia classe delle medie) del qui presente scrivente. Incredibile, ero stato ancora bravo! Ora, incrino le vetrate!

- 8 Video Kill the Radio Star (boh???)
Non mi ricordo chi la cantava (la pigrizia, brutta bestia), ma era spassosa e vitale. Sigla di un cartone animato dei Time Riders (quelli della serie di Calendar Man e di Yattaman), mi divertiva quelle voci in falsetto e quell’ “AUAUAUA”! Storicamente è stato poi il manifesto della videomusic. È perno imprescindibile della mia infanzia.

- 9 Jeremy (Pearl Jam) e Alive (Pearl Jam)
Due canzoni, due pietre miliari della mia educazione musicale vera. Andavo alle superiori, Geometra a Tradate, ogni mattina sveglia alle 6.00 per prendere il bus delle 6.45. Ogni mattina, l’allora VideoMusic mi sosteneva in modo vitale. Una mattina, Eddie Wedder irruppe all’alba: prima Alive e poi Jeremy. Inutile descrivere, serve solo ascoltarle.

- 10 Don’t Fear the Reaper (Blue Oyster Cult)
Su, alzino le mani chi conosce I Blue Oyster. Nessuno vero? Nemmeno io, tolto DFTR, saprei chi accidenti siano ma, questa è Don’t Fear the Reaper…la canzone della triste mietitrice.
5 minuti e mezzo di solidità, di esorcizzante vitalità. Ti libera o ti faq convivere con il pericolo della vita e dell’esistenza. Sicuramente è la mia canzone “on the road” preferita in assoluto (davanti al “Children” di Roger Miles ed a una canzone di Suzanne Vega che non ricordo come s’intitola…pigrizia)

- 11 Run Baby Run (Sheryl Crow)
Io sono un Esper, cioè un amante del mitico fumetto ESP, ed ho partecipato alla fondazione del primo ESP Fan Club con tanto di redazione di fantine. Tra le Esper, vi era Lucia, grande amica, che amava questa canzone e che altrettanto amava definirsi una ragazza che corre, corre ed ancora corre. Da qui a Sheryl il passo è breve. Non vedo Lucia da tre anni, Sheryl me la tiene in mente.

- 12 Paint it Black (Rolling Stones)
In origine, il titolo di questa canzone non la conoscevo (ancora la pigrizia), ma oggi oltre a saperlo che è trascinante e toccante, ne ho scoperto il titolo "Paint it Black" (oggi, è il 17-1-09). L’ho scoperta come tema portante di un telefilm intitolato “Vietnam Addio”. Era un periodo in cui, da Hollywood si sentiva il bisogno di mostrare ciò che il patriottismo ha partecipato a celare: il volto vero della sporca guerra. È diventata come una porta sull’abisso.

- 13 Ninna Nanna (Modena City Ramblers)
Poche parole. È la “Mia” canzone italiana preferita. Sa di lontananza e di speranza che questa lontananza cessi. Sa di fiducia nell’altro/a. è la prima canzone che ho dedicato a Simona. Altro non che scrivere. Va ascoltata e sognata.

- 14 Silent all These Years (Tori Amos)
Ha un inizio al piano semplicemente meraviglioso (facile, ditemi una canzone di Tori che inizi con una brutto assolo di piano), ma è la canzone che da tre anni a questa parte ho timore di ascoltare. SATY è Simona, la Donna che è “silenziosa per tutti questi (3) anni”.

- 15 Seaside (Tori Amos)
Voglio autocitarmi. Vai su http://www.penelopeqb.it/ e linka su “angolo del Vale”, troverai tutti i motivi.

- 16 Spanish Eyes (Madonna)
Legata a Seaside, è questa sconosciuta canzone di Madonna. Appartiene al primo album della Madonna Rivoluzionaria Religiosa, insomma dal “Like a Prayer”, ma è una ballata romantica semplicemente calda e sognate come le terre mediterranee. Mi piaceva ascoltarla sul balcone della mia casa in Sardegna, muovendo le labbra facendo finta di cantarla io. Dicevo di Seaside…beh, Tori le rende omaggio facendo concludere Seaside nel medesimo modo del pezzo di Madonna.

- 17 In un Giorno di Pioggia (Modena City Ramblers)
Regalo di un numero di Tutto, ai tempi delle superiori, In un Giorno di Pioggia, sancì il mio amore per la musica di questa band e per il folk in generale. L’Irlanda e la musica Irish si spalancavano a me, in tutta la loro magia (prima era solo la Sinead O’Connor dei “vestiti nuovi dell’Imperatore”).
Quella versione aveva anche una intro in gaelico che è poi diventata difficile da ritrovare. È la canzone d’amore verso una terra.

- 18 Non è tempo per noi (Ligabue)
Sembra il racconto di chi, come me, si è sempre sentito fuori. Il perdente che non regge il ritmo della Società. La amo, mi fece da base portante per il tema della Maturità. È parte di me.

- 19 Nessun rimpianto (883)
Se c’è una canzone che mi è stata vicina nel periodo (breve) in cui io e Simona non ci sentivamo, è questa. Arrivai a spendere un euro di chiamata per programmarla su un canale musicale di video. La dedicai a Lei e mi portò fortuna. Poi, per altri motivi si è giunto a SATY.

- 20 Ho messo via (Ligabue)
Ancora il Liga, sempre prima di diventare commerciale (questo andrà poi spiegato). “Ho messo via un po’ di consigli…dicono, è facile. Li ho messi via, perché a sbagliare sono bravissimo da me” era ed è l’emblema della libertà di pensiero, del fatemi anche sbagliare, per favore.

- 21 Because the Night (Patti Smith)
Unica canzone della poetessa del rock che posso dire di conoscere. È legata ovviamente alle albe passate a vedere “Fuori Orario”, per vedere il film atteso e misconosciuto, quando non si aveva disponibile nastro per videoregistrare. È passione, fuoco dei sensi allo stato puro. La versione dei 10000 maniaci accompagnata dalla voce della brava Natalie Merchant, è meno “uterina” (Janis Joplin diceva di cantare con la vagina) ma molto più cerebrale.

- 22 I Must Have Been Love (Roxette)
Richard Gere, nonostante le vertigini, si affaccia dal suo attico e pensa a Julia Roberts. La musica (15 secondi) che accompagna la scena di Pretty Woman è dei Roxette. Nei titoli di coda, diventerà di 30 secondi, ma per me erano abbastanza. Marie Fredriksson con quella voce ti fa sognare. Ho dovuto aspettare l’album “Tourism” per averne una versione, live, da far venire i brividi.

- 23 Venere Storta (Carmen Consoli)
La più incredibile voce italiana, La Cantantessa. In un periodo di musica da veline di Vogue, c’era lei, la nostra Venere Storta, un po’ di aria pulita sebbene storta!

- 24 Drive (REM)
Buio, sincopato, quasi allucinogeno (il movimento della gente nel video è come quello delle canne al vento): in una sola parola, puro sound metropolitano. Stipes ti attraversa l’anima con quella voce e con quelle parole ridondanti che trovano lo sfogo nel “beibeee” che risuona come un eco. Per lungo tempo (e forse ancora) la più bella canzone mai ascoltata. È una Sweet Bitter Simphony da ascoltare quando si attraversa la città…di notte.

- 25 Fire on the Side (Tori Amos)
Ma che noia, ancora Tori? Colpo di fulmine, tornavo da Torino e da Simona. Nelle orecchie gli auricolari e nell’aria questa canzone coverizzata da Simona. La Because the Night di Tori, puro fuoco. Appena ascoltata La chiamai, La ringraziai.

- 26 The Levitation Crystal (Joe Hisashi)
Ogni opera miyazakiana è per me, motivo di crescita e giubilo. Joe Hisashi compone, la Filarmonica di Tokyo crea, il film di animazione di Laputa offre a noi. Queste poche note strumentali rincorrono la caduta dal cielo di Sophie, una caduta che la pietra blu (la “levitation Crystal”) frena portandola nelle braccia di Pazu, il suo salvatore. Celestiale. Se sapessi cosa significhino, mi verrebbe da dire che è feng shui, yoga o molto zen. Ehehe.

- 27 Ho imparato a sognare (Negrita)
Possiedo una versione live e …vorrei andare ad un concerto dei Negrita, solo per sentirla, accompagnata dall’armonica a bocca. Sa di gioventù e di gioia di vivere (è la mia “Smell like teen spirits”), di ricordo che non si vuole dimenticare. Di sogno. “…e c’era chi era incapace a sognare e chi sognava già” ma io, noi avevamo “…ormai imparato a sognare…e non smetterò”.
La canzone dei miei tempi del servizio civile all’Asilo Mariuccia.

- 28 e 29 Musica Ribelle (Eugenio Finardi) e La Forza dell’Amore (Eugenio Finardi)
Quanti sogni da giovane. Ligabue ha imparato grazie anche al grande Eugenio. Io, tu, noi eravamo come quel “…timido nei panni di un ribelle visto alla televisione” ma “…la forza dell’amore, la conoscevo già”. Fingevano di essere qualcosa che non eravamo, facevamo finta di essere superiori, ci facevamo affascinare dalle canzoni straniere perché in Italia “…solo la usica non è male, quello che non va, sono solo le parole“. Eppure Genio, ci insegnava a vivere e ci faceva vibrare l’anima.

- 30 Mononoke Hime (Joe Hisahi)
Nuovo giro, nuovo genio miyazakiano. Laddove “The Levitation Crystal”mi deliziava con le note, qui la potenza delle parole, rendono solenne questo film di animazione. È l’opera su cui tutti quelli a cui l’ho fatto vedere, non hanno avuto nulla da ridire: occhi spalancati e cuore sollevato. È il trionfo mio e di Miyazaki. Soprattutto suo eheh

- 31 Sound of the Snow Falling
Fa parte del cofanetto Rurouni Kenshin- Premium Collection Soundtrack. La serie animata del Battosai, fumetto che ritengo uno dei più belli di sempre. Fumetto che ora risiede a Torino da Lei. La canzone è però legata ad una perdita incolmabile.

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